A Napoli un sogno si poteva tradurre in numeri, e il libro che lo faceva si chiama smorfia. È una delle tradizioni di interpretazione dei sogni più vive d'Europa, e anche una delle più fraintese. Molti pensano che la smorfia sia una sola lista fissa di novanta nomi, quella dei cartelloni della tombola. I libri antichi raccontano un'altra storia: migliaia di voci, numeri che cambiano da un'edizione all'altra, e accanto ai numeri un piccolo libro dei sogni con i suoi significati.

Questa pagina spiega la smorfia sui libri veri, a partire da quello che citiamo in tutto il sito.

Il libro: la Nuova Smorfia di Rumeo (1866)

L'edizione di riferimento per questo sito è la Nuova Smorfia del giuoco del lotto di Giuseppe Rumeo, stampata a Napoli da Luigi Chiurazzi nel 1866. La copia digitalizzata viene dalla Biblioteca Lucchesi-Palli di Napoli e si legge su archive.org.

Il libro ha due parti molto diverse.

La lista dei numeri. Nelle pagine da 2 a 168 Rumeo elenca circa diecimila immagini sognate, ognuna con il suo numero del lotto napoletano da 1 a 90. Le voci sono suddivise con minuzia: il «morto» ha diciassette varianti, la «madre» sette. È un lessico enorme, pensato per trovare un numero a qualunque cosa si sia sognata.

La Spiegazione dei sogni. In fondo al volume, nelle pagine da 203 a 215, c'è una «Interpetrazione ossia Spiegazione dei sogni» di circa quattrocento voci. Qui il registro cambia: non più numeri, ma significati. Ogni voce sta in una riga, l'immagine, poi «denota» o «significa», poi il senso. È il vero libro dei sogni dentro la smorfia.

Come si legge una voce

Prendiamo il serpente. Nella lista dei numeri «serpe e serpi o serpenti» di ogni tipo hanno l'89, lo stesso numero che Rumeo dà alla «morte in figura». La «serpe cervone», la grossa serpe innocua dell'Italia meridionale, ha il 64. La lista non aggiunge alcun presagio: il numero è tutto.

Nella Spiegazione, invece, il serpente ha un significato: uccidere un serpente «denota separazione dei nemici». E così per altre immagini:

Immagine Numero (Rumeo, 1866) Spiegazione dei sogni
fuoco 8 («fuoco qualunque») veder fuoco: «pericolo grande»
denti 35 («dente e denti») denti cascare: morte dei nemici
pidocchi 87 avere pidocchi: vergogna e povertà
nozze 83 («spusarizio») fare un matrimonio: «tempo beato»
gatto 3 nessuna voce

Si noti la lettura dei denti: dove molti libri europei leggono la caduta dei denti come un lutto in famiglia, la Spiegazione di Rumeo la legge come la morte dei nemici, cioè come una buona notizia per chi sogna.

Un libro che si contraddice

La smorfia non è coerente, e non pretende di esserlo. Lo stesso volume di Rumeo dà al terremoto l'89 come «terremoto» e il 33 come «tremuoto». Nella Spiegazione, ritrovare oro o argento «denota bene», mentre trovare oro «denota fastidio». E un libro milanese del 1825, La casa della fortuna aperta ai giuocatori del lotto, contiene quasi la stessa lista alfabetica di significati, ma con numeri diversi: lì il serpente è il 59.

Questo dice molto sulla tradizione. La lista dei significati era il testo comune dei libri dei sogni italiani, copiato da un'edizione all'altra. I numeri, invece, variavano da città a città e da stampatore a stampatore. Per questo, ogni volta che citiamo un numero, nominiamo l'edizione e la pagina.

L'antenato colto: Artemidoro

Accanto alla smorfia popolare, i lettori italiani avevano un libro dei sogni molto più antico: l'Oneirocritica di Artemidoro di Daldi, scritta in greco nel II secolo, tradotta in italiano da Pietro Lauro e stampata a Venezia da Giolito nel 1547 con il titolo Dell'interpretatione de' sogni. Artemidoro legge il serpente come morte e inimicizia, ma con una regola: come il serpente si comporta nel sogno, così la malattia e il nemico tratteranno chi ha sognato. Sull'oro è più sfumato della smorfia: l'oro, scrive, non è cattivo in sé, e porta danno solo per la sua forma, come gli ornamenti eccessivi o non adatti a chi sogna.

La storia completa di Artemidoro e dei suoi eredi è nella nostra breve storia dell'interpretazione dei sogni.

La smorfia e le altre tradizioni

La smorfia è un caso unico tra le tradizioni che mettiamo a confronto, perché il suo scopo principale non era spiegare un sogno ma tradurlo in un numero. Basta guardare il serpente: per il sennik polacco è un nemico, per un libro giapponese del 1908 un buon matrimonio, per il Libro delle Odi cinese l'annuncio di una figlia, per Rumeo il numero 89. Puoi vedere queste letture una accanto all'altra nello strumento Sogni nelle culture, che per ogni scheda indica libro e pagina. Se vuoi consultare tutti i novanta numeri secondo Rumeo, li trovi nella pagina della Smorfia napoletana. E la voce completa sul sogno del serpente unisce la tradizione e la lettura psicologica.

Come leggere oggi la smorfia

La smorfia è un pezzo di storia di Napoli: racconta un modo di vivere i sogni in cui la notte e il lotto si toccavano. Va letta come si legge un vecchio almanacco, con curiosità e un po' di affetto. Non va letta come un consiglio. Nessun sogno indica un numero vincente, e nessun numero dice qualcosa sul futuro di chi ha sognato.

Se un sogno ti è rimasto addosso, la domanda più utile non è «che numero fa?» ma «che cosa mi ha fatto sentire, e a che cosa della mia vita da sveglio somiglia?». La smorfia può essere un bel punto di partenza per quella conversazione, non la sua conclusione.